Articolo a cura della redazione di RacingBlog.
Pubblicato il in F1
Verstappen vince davanti a Hamilton, ma il podio della Mercedes vale il Mondiale per il ventenne bolognese. Titolo conquistato con quattro Gran Premi ancora da disputare.
Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1 2026. Il terzo posto nel Gran Premio di Città del Messico consegna al pilota della Mercedes il primo titolo della carriera, al termine di una corsa segnata da penalità, una bandiera rossa e una Safety Car nelle battute conclusive. Davanti a lui chiudono Max Verstappen e Lewis Hamilton: un risultato che rende irraggiungibile il bolognese con quattro gare di anticipo.
A vent’anni, Antonelli diventa il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. Per l’Italia termina un’attesa durata 73 anni: l’ultimo titolo piloti conquistato da un italiano risaliva al 1953, quando Alberto Ascari si impose con la Ferrari.
Uno stint lungo per costruire il risultato
Partito dalla quarta posizione, Antonelli ha affrontato la prima parte della gara alle spalle dei protagonisti della lotta per la vittoria. Davanti, il confronto tra le Ferrari ha prodotto subito un episodio decisivo: Charles Leclerc ha preso il comando, ma ha ricevuto cinque secondi di penalità per quanto accaduto al via con Hamilton.
Anche George Russell, altro contendente ancora matematicamente in corsa per il titolo, ha dovuto scontare una sanzione, in questo caso di dieci secondi per l’episodio con Isack Hadjar.
Antonelli ha costruito la propria gara soprattutto sulla durata del primo stint con le gomme morbide. Mentre gli avversari effettuavano le soste, il pilota Mercedes è salito al comando e ha prolungato la permanenza in pista fino alla fase del 43° giro. Una gestione che gli ha consentito di mantenere aperte le opzioni strategiche senza perdere contatto con le posizioni di vertice.
La sua corsa, però, non era ancora al sicuro.
La bandiera rossa riapre il Gran Premio
L’incidente di Valtteri Bottas ha cambiato lo sviluppo della gara. La Cadillac è finita violentemente contro le barriere; il finlandese è poi uscito dalla monoposto. Dopo l’ingresso della Safety Car, la direzione gara ha esposto la bandiera rossa per consentire la rimozione della vettura e il ripristino delle protezioni.
L’interruzione ha annullato i distacchi. Una volta ricostruito l’ordine attraverso i rilevamenti cronometrici, la ripartenza ha visto Verstappen davanti a Leclerc, Hamilton e Antonelli.
Al nuovo via dalla griglia, Hamilton ha superato il compagno di squadra e si è lanciato all’inseguimento della Red Bull. Antonelli ha invece conquistato la terza posizione ai danni di Leclerc nel corso del 48° giro, tornando sul podio nella fase decisiva del Gran Premio.
L’ultima Safety Car e il traguardo mondiale
Un’ulteriore neutralizzazione ha rimesso in discussione il finale. Il contatto tra Oscar Piastri e Arvid Lindblad, con il pilota Racing Bulls finito contro le barriere, ha richiesto un nuovo intervento della Safety Car.
Alla ripresa, Hamilton ha mantenuto la pressione su Verstappen, arrivando a pochi decimi dalla Red Bull. L’olandese ha resistito fino alla bandiera a scacchi, conquistando la vittoria davanti alla Ferrari.
Antonelli ha completato il podio. Il terzo posto ha chiuso aritmeticamente il campionato, trasformando il Gran Premio del Messico nella gara del suo primo titolo mondiale.
Un titolo che cambia la storia italiana
Il risultato di Città del Messico assegna ad Antonelli due traguardi distinti: il primato anagrafico tra i campioni del mondo e il ritorno di un pilota italiano al vertice della Formula 1 dopo oltre sette decenni.
La corsa messicana ha richiesto gestione delle gomme, attenzione nelle ripartenze e un sorpasso decisivo per il podio. Antonelli ha completato tutti questi passaggi, portando al traguardo il risultato necessario per chiudere il confronto con Russell e Hamilton.
Il calendario proseguirà con il Gran Premio del Brasile, dal 6 all’8 novembre. Antonelli vi arriverà con il titolo piloti già conquistato: il numero 12 della Mercedes è il nuovo campione del mondo.
