Articolo a cura della redazione di RacingBlog.
Pubblicato il in F1
Dalla battaglia del primo giro ai cinque secondi di penalità, fino al sorpasso alla ripartenza: la ricostruzione del confronto tra i ferraristi e le dichiarazioni dopo il GP. Vasseur annuncia un chiarimento interno.
La Ferrari lascia il Gran Premio del Messico con Lewis Hamilton secondo e Charles Leclerc quarto, ma soprattutto con una discussione interna da affrontare. Nella domenica del 1° novembre, vinta da Max Verstappen e conclusa con il titolo mondiale di Kimi Antonelli, il confronto tra i due piloti di Maranello ha condizionato una gara nella quale entrambi avevano avuto la possibilità di lottare al vertice.
Hamilton sostiene che la Scuderia avesse il potenziale per una doppietta. Leclerc riconosce la penalità ricevuta, ma difende il diritto di attaccare quando c’è una vittoria in palio. Due letture differenti dello stesso episodio, nato nelle prime curve e rimasto al centro delle dichiarazioni dopo la bandiera a scacchi.
Il primo giro: Ferrari davanti, poi Verstappen si inserisce
Hamilton partiva dalla pole position, Leclerc dalla terza casella. Il britannico ha mantenuto il comando sul lungo rettilineo iniziale, mentre il compagno si è portato all’esterno in frenata. Le due Ferrari hanno affrontato affiancate la prima sequenza di curve, con Lewis ancora davanti.
Il confronto è proseguito alla curva 4: Hamilton ha difeso la posizione all’interno, Leclerc ha insistito all’esterno ed entrambi sono arrivati lunghi, uscendo dal tracciato. Charles ha attraversato l’erba e si è ritrovato al comando; Lewis, nel tentativo di rientrare, ha perso slancio.
Verstappen ha sfruttato immediatamente l’occasione, superando Hamilton e inserendosi tra le Ferrari. La situazione è così cambiata in poche curve: Leclerc primo, Max secondo e il poleman scivolato terzo.
Perché Leclerc ha ricevuto cinque secondi
Il sorpasso completato fuori pista è costato a Leclerc cinque secondi di penalità. Nelle motivazioni riportate dopo la gara, i commissari hanno rilevato che entrambe le vetture erano entrate in curva 4 con velocità eccessiva e che Charles non aveva diritto a completare la manovra oltre i limiti del circuito.
La sanzione di riferimento era di dieci secondi. A ridurla hanno contribuito due attenuanti: anche Hamilton era uscito di pista all’interno del compagno e l’episodio era avvenuto nelle prime fasi del giro iniziale.
Hamilton ha contestato via radio l’efficacia della punizione, sostenendo che Leclerc potesse compensarla sfruttando la pista libera. La restituzione della posizione, però, era diventata più complessa dopo l’inserimento di Verstappen: per tornare dietro Lewis, Charles avrebbe dovuto lasciare passare anche la Red Bull.
Le soste e il secondo confronto alla ripartenza
Leclerc ha scontato la penalità durante il pit stop del giro 27, passando dalle Soft alle Medium. Verstappen si è fermato nello stesso giro ed è rientrato davanti alla Ferrari. Hamilton ha effettuato il cambio gomme nella tornata successiva, tornando alle spalle del compagno.
L’incidente di Valtteri Bottas al giro 45, seguito dalla bandiera rossa, ha offerto una nuova occasione. Alla ripartenza, con 25 giri ancora da percorrere, Charles era secondo e Lewis terzo, entrambi sulle Soft.
Questa volta Hamilton ha superato Leclerc. Il monegasco ha poi bloccato una ruota in curva 1, danneggiando lo pneumatico e accusando vibrazioni. Ha perso anche il podio a favore di Antonelli, dovendo successivamente difendere il quarto posto da Norris. Lewis ha invece concluso secondo alle spalle di Verstappen.
Hamilton: «Dobbiamo avere discussioni serie»
Nel dopogara Hamilton ha collegato direttamente il risultato alla battaglia iniziale. A suo giudizio, Ferrari disponeva della velocità necessaria per occupare le prime due posizioni, ma aveva compromesso questa possibilità nei primi metri.
«Dobbiamo avere discussioni serie dietro le quinte», ha dichiarato.
Il britannico ha insistito sulle responsabilità dei piloti verso l’intera squadra: ogni scelta in pista, ha spiegato, ricade sul lavoro delle persone impegnate in fabbrica e ai circuiti. Per Hamilton il confronto tra compagni deve tenere conto delle conseguenze sul risultato collettivo.
Nelle dichiarazioni riportate da Sky Sports ha aggiunto una critica all’approccio di Leclerc: «Non è una questione di età, è una questione di mentalità». Ha inoltre riferito che prima della partenza non c’era stato un confronto specifico su come gestire il primo giro.
Leclerc: penalità accettata, attacco rivendicato
Leclerc ha riconosciuto la sanzione: «La penalità era meritata». Ha però descritto una situazione confusa, ricordando che nessuno dei due era riuscito a percorrere regolarmente curva 4.
Il monegasco ha spiegato di avere chiesto indicazioni via radio e di avere mantenuto il comando dopo aver visto Verstappen superare Hamilton. Nella sua valutazione, conservare una Ferrari davanti alla Red Bull meritava di essere tentato.
Charles ha anche difeso l’attacco nella prima sequenza di curve: quando esiste uno spazio e si lotta per vincere, intende provarci. Ha osservato che avrebbe potuto a sua volta lamentarsi dello spazio lasciatogli da Lewis in uscita da curva 1, pur considerando quel confronto parte della competizione.
Vasseur: il chiarimento sarà interno
Fred Vasseur ha definito difficile da accettare l’occasione mancata, richiamando il rispetto dovuto alla squadra e alle persone che lavorano per renderla competitiva.
Il team principal ha annunciato un confronto interno per chiarire l’accaduto e la gestione delle prossime gare. La doppietta evocata da Hamilton resta una valutazione del britannico; il risultato concreto è che Ferrari, dopo essersi portata nelle prime due posizioni, ha concluso senza vittoria. A San Paolo arriverà con una vettura competitiva e un’intesa tra i piloti da ricostruire.
